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LA VELA DELLA SARDEGNA SUL WEB

 

 

 

 

 

             

 

 

 

 

 

 

La sicurezza prima di tutto

Gli incidenti capitati Domenica scorsa, in occasione della CFadda di Capitana, hanno animato radio-banchina e quindi, abbiamo chiesto a Marco Dotta di approfondire l'argomento

 
 
 

Velero volcado en Zumaia www.gabiaymat.com from Gabi on Vimeo.

 

Gli incidenti accaduti nell'ultimo invernale di Capitana, mi riferisco alle persone cadute in acqua, mi hanno portato a fare alcune riflessioni da velista, che Antonello mi ha chiesto di trasporre in parole scritte.

Premetto che sono solo riflessioni e che non voglio insegnare alcunchÚ a chicchessia o permettermi di sindacare sull'operato di nessuno perchÚ in quelle situazioni ti ci devi trovare e non so quanti di noi avrebbero il "sangue freddo" per gestirle al meglio. Per˛ ritengo che sia giusto parlarne magari anche solo per trasferirci delle esperienze ed evitare che banali incidenti possano trasformarsi in qualcosa di pi¨ grave.

Non posso certo dichiararmi un velista di lunga data ma qualche miglio nautico l'ho fatto e ogni volta che ho partecipato a regate cosiddette lunghe, nel ruolo di timoniere e quindi di responsabile della sicurezza del mio equipaggio, in condizioni meteo/marine difficili, subito dopo l'arrivo, quando il trip agonistico era calato, mi sono ritrovato a pensare se avessi gestito il fattore sicurezza nel migliore dei modi. Purtroppo devo rispondere di no e per fortuna non ho mai dovuto affrontare situazioni di emergenza estrema. Ma Ŕ stata solo fortuna.

Nell'ultima regata di Capitana abbiamo sentito parlare, forse per la prima volta o comunque una delle prime, della bandiera Y grazie all'attenta regia di Chicco Clivio. Inoltre Franco Ricci, sul sito della SIV, ha postato un prezioso articolo che illustra l'utilitÓ del giubbotto salvagente da regata. Tutte queste sono cose utili ed indispensabili per incrementare la sicurezza del nostro equipaggio. Bastano? Probabilmente si ma a queste dobbiamo aggiungere il senso di responsabilitÓ che ogni skipper deve avere a protezione dei suoi compagni di vela. Vi faccio degli esempi. Primo su tutti: quanti di noi fanno regolarmente delle manovre di emergenza, recupero uomo a mare, per ridurre gli imprevisti e sapere come comportarsi nelle situazioni pi¨ critiche? E inoltre: quanti di noi fanno delle riunioni con l'equipaggio per spiegare, uno per uno, cosa fare nell'emergenza? Per non parlare dell'utilizzo corretto delle dotazioni di sicurezza e del corretto posizionamento delle stesse. Delle volte ho visto le zattere auto gonfiabili posizionate in luoghi difficilmente accessibili nel momento del bisogno.

La  sicurezza inizia dalla prevenzione e dal concetto di precauzione e il fatto di regatare vicini alla costa  non riduce la possibilitÓ di sbagliare. Anzi la amplifica perchÚ pensiamo di essere pi¨ sicuri e quindi meno attenti.

Ripeto le mie sono delle semplici osservazioni e per poter ottenere dei dettagli pi¨ precisi basta aprire, e rileggere di tanto in tanto, i vari manuali della navigazione che ci sono in commercio.

I nostri pi¨ bravi velisti possono darci dei suggerimenti molto utili ma l'applicazione dipende da chi governa e conduce l'imbarcazione, come il destino di chi portiamo a bordo.

Chiudo raccontando un episodio che mi Ŕ accaduto in Irlanda alla scuola di Les Glenans per far capire com'Ŕ trattata, in quei mari, la sicurezza. Premetto che in qualsiasi condizione di tempo non puoi stare fuori senza salvagente e cintura di sicurezza.

Una sera abbiamo ormeggiato ad un boa a non pi¨ di 50 metri da un incantevole paesino con pub annesso. Assenza assoluta di vento e di mare perchÚ eravamo all'interno di un fiordo. Abbiamo messo il gommone in acqua e, senza salvagente, ci siamo messi a remare per raggiungere la vicina riva. Nello stesso istante ci si affianca un gommone dei Guardia Coste che, pena una multa salata, ci intima, in maniera molto severa, di ritornare a bordo a mettere i giubbotti. Forse esagerati direte voi ma loro preferiscono prevenire, e in tal senso voglio inquadrare la forma mentis dei velisti anche nei momenti pi¨ tranquilli, che salvare perchÚ quelli sono mari che non perdonano.

Buon vento a tutti.

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
         

 

   
   

 
   

 

 

 

 

 

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