SAILINGSARDINIA

LA VELA DELLA SARDEGNA SUL WEB

 

 

 

 

 

               

 

 

 

 

 

 

Giovani e agonismo...

Trenta trasferte all'anno, tre allenamenti settimanali, preparazione atletica, raduni, alimentazione controllata e tante aspettative...ma non staremo esagerando con i nostri ragazzi?

 
 

"Gli allenamenti devono essere divertenti, interessanti, didatticamente validi, con obiettivi legati all’età e al livello di maturazione di ciascuno"

"i genitori, pur essendo assolutamente indispensabili nell’organizzazione pratica delle giornate dei propri figli, devono interferire il meno possibile, evitando di esercitare pressioni e di riversare su di loro eccessive aspettative”.

Da gazzetta.it

 

 

 In questi giorni è stato pubblicato questo articolo (Leggi articolo) sulla Gazzetta dello Sport e l'argomento mi ha riportato al messaggio inviato da un amico surfista qualche mese fa che potete leggere di seguito.

 
Diversi anni fa finalmente trovai lo sport che soddisfava pienamente le mie esigenze, il wind surf. Affascinato da questo mondo e da come si viveva, divenne in breve tempo una grande passione, significava liberta', autogestione, scuola di vita, confronto con gli altri. Ricordo che quando si perdeva non c'erano scuse, nessuno ti diceva quando entrare e quando uscire dall'acqua, piena liberta. Arrivando da altri sport con orari, appuntamenti con allenatori vari ritiri riunioni, non mi sembrava vero finalmente uno sport libero diversissimo dagli altri, nessun allenamento massacrante e noioso, si va in windsurf ore e ore e ci si diverte questo era l'allenamento, e posso dire che tutti i miei amici cosi facendo ottenevano risultati agonistici eccezionali. Oggi purtroppo vedo che anche il Ws si è piegato al sistema, federazioni, riunioni, grafici, gps, teorie, allenamenti in palestra( due palle cosi) seminari uscite senza vento (drammatiche e pallosissime per questo sport). Vi ricordate le olimpiadi di wind surf? Uno scandalo chi non lo conosceva mi chiedeva: ma bisogna remare con la vela? Che sport strano io pensavo fosse una tavola che vola sull'acqua, mahhh...
Il risultato è palese e agli occhi di tutti, piace a pochi e c'è un abbandono giovanile spaventoso,
Mi dispiace moltissimo che per l'interesse di quattro burocrati amanti della teoria e del business dei corsi degli allenatori a pagare sia stato proprio il mio amato windsurf,
che ora ha perso per strada tanti giovani promettenti

Il surfista è stato piuttosto colorito e radicale nell'esprimere il suo concetto ma, di base, vuole evidenziare la sofferenza alla troppa regolamentazione che spesso federazioni, circoli, allenatori, tutto il sistema agonistico e gli stessi genitori, impongono ad una attività che dovrebbe essere sostanzialmente easy per i nostri ragazzi, che nello sport dovrebbero trovare quasi  esclusivamente la parte ludica. Ci sono Optimisti che solo nel 2014 hanno fatto trenta trasferte! Riguardando l'archivio di Sailing Sardinia sono andato a vedere una regata Optimist del 2008  (a proposito: non perdetevi il video!) disputata ad Alghero: su quarantadue partecipanti solo sei ancora frequentano i campi di regata! A voi le deduzioni...

Infine pubblichiamo qualche riga nostalgica (quante volte abbiamo detto ai nostri ragazzi "ai miei tempi...") che vuole ricordare con quale spirito si andava in mare quando il sistema agonistico era privo di organizzazione.

 

Che bella la “Coppa Rientro”! Non sapete cosa è? Beh, ai tempi miei, avevamo questa insolita competizione che si usava fare tra noi surfisti di Marina Piccola. Quando si avvicinava la fine dell’uscita in surf (al tempo si chiamavano uscite, non allenamenti) stavamo, noi surfisti in mare, tutti attenti e ci guardavamo, fischiettando, con finta rilassatezza. In realtà eravamo tutti tesi come violini, pronti a scattare dando tutte le nostre energie per la regata più importante: la “Coppa Rientro”! Sì, la Coppa Rientro, il più prestigioso trofeo mai messo in palio in una competizione velica. Altro che Coppa America. L’ideatore della Coppa Rientro era stato Diddo Ciani (ora carismatico surfista da onda) e, da vero patron di evento, spesso modificava le regole in corso d’opera (ma questo succede anche in Coppa America) Come funzionava? Verso la fine dell’allenamento, quando sembrava che i tempi fossero maturi per rientrare a terra uno urlava: COPPA RIENTRO! In quel momento, qualunque cosa stessi facendo, in qualunque posizione fossi, dovevi partire a palla verso Marina Piccola e, il primo che toccava il moletto in legno davanti alla gru (ora non c’è più) vinceva. E valeva tutto, dal pompare, remare, colpire l’avversario, persino correre sulla costa…tutto pur di arrivare primi al fatidico moletto. Un anno Diddo, che oltre ad essere l’ideatore, era anche il più titolato in questa particolare disciplina, aveva corso a piedi scalzi sulla famosa “secca tunisina” quella che si trova sulla sinistra dell’uscita del porto di Marina Piccola, secca ricca di pezzi di vetro pronti a tagliare i piedi. Beh, lui ci aveva corso, rimediandosi un sacco di tagli ai piedi che però non gli avevano scalfito la gioia di una vittoria della Coppa Rientro. Perchè parlare della Coppa Rientro? Perchè recentemente ho sentito dei ragazzi siciliani parlare della Coppa Lauria che non è altro che una copia del nostro Trofeo "Primodeisardi", un trofeo virtualmente consegnato al primo classificato in ogni regata tra i soci del circolo siciliano (Coppa Lauria) e tra i velisti sardi (Primodeisardi). Insomma Coppa Rientro, Coppa Lauria, Trofeo Primodeisardi rappresentano il lato ludico, goliardico, divertente della vela agonistica fatta a tutti i livelli, lato che troppo spesso viene dimenticato.

 

 

 

 

La Zietto Cup una manifestazione ideata da Niccolò Olivari in cui i giovani optimisti avevano il solo dovere di giocare

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
         

 

   
   

 
   

 

 

 

 

 

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