SAILINGSARDINIA

LA VELA DELLA SARDEGNA SUL WEB

 

 

 

 

 

                 

 

 

 

 

 

 

Loro continuano...
In Italia abbiamo fatto fallire in Girovela e in Francia...
 
 

 

Sì, i francesi, che sono sempre stati dei praticoni, il loro Girovela se lo fanno sempre;  francesi praticoni, un po’ rozzi, che non vanno tanto per il sottile quando si tratta di navigare a vela: vanno al sodo, senza star dietro alle scontate logiche da “fighetti” che caratterizzano la vela italiana, quella delle griffe e della barca più grande. Ai francesi piace la vela vera, l’essenza della vela, quella delle barche uguali e delle grandi navigazioni oceaniche. Sono loro quelli dei Figarò; sono loro i leader nelle regate oceaniche, quelle dove chi vince è uno con le palle quadre. Sono quelli che quando partecipano alla Volvo Ocean Race lo fanno per vincere, proprio come hanno fatto nell’ultima edizione con Groupama, guidata da Frank Cammas (a proposito...negli anni 90 è stato a Cagliari per le Merit Cup in Hobie Cat);  ma sono anche quelli che, quando vincono una VOR, non viaggiano mezzo metro da terra snobbando le regate minori: proprio Frank Cammas , dopo la sua vittoria alla VOR, è ben felice di  cimentarsi nel Tour de France a Voile. Ed ancor prima, una lezione in tal senso ce l’ha già data Michel Desjoyeaux che, pur essendo forse il più quotato navigatore solitario, si è messo in discussione partecipando alla Solitaire de Figarò. Sono i francesi, non gli piace vincere facile…Noi invece siamo italiani. Siamo quelli che hanno l’ultimo modello di cerata da sfoggiare; siamo quelli che regatano nella classe del momento, la più prestigiosa (e ce ne infischiamo  se costa un pacco di soldi, anzi fa più “figo”!); siamo quelli che stiamo dietro ai calcoli cervellotici  delle regate a compensi o spopoliamo nelle regate owner-driver. Ci vergogniamo di fare una regata con una barca troppo vecchia (chissà cosa penserebbero gli altri di noi !). Siamo quelli che non sono stati in grado di tenere in vita il Girovela perché si fa con barche non proprio all’ ultima moda,ma uguali…Sì, siamo riusciti a buttar via  il Girovela, una regata unica nel suo genere, corsa con i G34, dei robusti scafi, forse non sensibilissimi alle regolazioni di fino, senza largo uso di carbonio, con delle anacronistiche (ma robustissime) vele in dacron nazional popolare, ma adattissimi ad affrontare sia le lunghe che i bastoni. Chiunque abbia partecipato al Girovela, non può non essere rimasto affascinato dalla sua formula con le varie tappe che portavano i regatanti in tutti i mari italiani, da Trieste a Genova o viceversa; con regate di altissimo livello agonistico, senza griffe e senza calcoli. Noi l’abbiamo abbandonato per andare ad inseguire i ricchi armatori, un po’ per soldi un po’ per il prestigio di salire su qualche nuovo gioiellino a vela. Non potevamo mica continuare a mandare avanti il carrozzone del Giro: ma si poteva continuare a dormire come zingari in camper nei porti?!?  Ora andiamo in qualche hotel a Porto Cervo o a Punta Ala. Vuoi mettere? Invece i francesi continuano con queste “regatine” di bassa lega.Il Tour de France. Una flotta che, a tappe si fa l’Oceano francese e poi approda in Mediterraneo (guardate la cartografia live!). Barche tutte uguali (peccato non si possa giocare col rating!) e teams con le contro palle. E Frank Cammas, il cui solo nome fa venire i brividi, si butta nella mischia e si gode allegramente il carrozzone del Tour. Certo che per uno che ha vinto la VOR, abbassarsi a fare il tour…COMUNICATO STAMPA 28/2008 eppure i francesi lo fanno! Hanno il senso della competizione, quella vera ad armi pari quella in cui un affermato navigatore può essere bastonato da un giovane emergente. E poi  ci sono anche gli sponsor; gli sponsor con soldi veri, non quelli degli armatori. Sì, perché da noi gli armatori mettono i soldi sulle proprie barche, in Francia i soldi servono veramente per fare promozione e li mettono gli sponsor. La vela, ma la loro vela, quella francese senza bluff, è veramente un veicolo promozionale su cui investire! Come succedeva al nostro Girovela. E gli sponsor più grossi andavano al team più forte. Ricordate Riva del Garda? Gianni Torboli non è certo un ricco armatore. Eppure, grazie ai suoi sponsor, aveva sempre un team di primissima categoria che vinceva! Ora il nostro Girovela non c’è più e ci rassegniamo a invidiare i francesi che con i loro M34 (una barca appositamente disegnata per il Tour) continuano questa grande avventura…a loro tutta la nostra stima !

 

Tour de France à la voile logo

 

 
 
 
         

 

   
   

 
   

 

 

 

 

 

L'Autore del sito non è responsabile dei commenti inseriti nei post o dell'utilizzo illegale da parte degli utenti delle informazioni contenute e del software scaricato ne potrà assumere responsabilità alcuna in relazione ad eventuali danni a persone a seguito degli accessi e/o prelevamenti di pagine presenti nel sito. Eventuali commenti lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze non sono da attribuirsi all'autore del sito, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata. Nei limiti del possibile, si cercherà, comunque, di sottoporli a moderazione. Alcune immagini pubblicate (foto, video) potrebbero essere tratte da Internet e da Tv pubbliche: qualora il loro uso violasse diritti d'autore, lo si comunichi all'autore del sito che provvederà alla loro pronta rimozione.