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L'Italiano nel profondo Sud
Campionato Italiano SB20 a Taranto con pochi partecipanti, ma regate e accoglienza strepitosi!

 

 
 

La situazione non è di certo rosea, ma se poi ci si impegna, si riesce veramente ad ostacolare la crescita di una classe che, ancora oggi, sembra avere tutte le carte in regola per poter fare numeri importanti. Sì, l'SB20, nonostante tutto, continua ad avere tutte le caratteristiche per diventare la n° uno in Italia. All'estero lo hanno già capito (vedi gli inglesi) ma qui, essendo italiani, siamo ancora legati alle griffe o alle mode. Siamo gli italiani che vincono le speciali classifiche della classe senza winch elettrici, quelli che vincono nella classe dove quelli troppo forti non possono timonare, quelli che sono sempre sul modello di barca appena uscito, quelli che vanno sulla barca più grande, quelli che regatano solo a Porto Cervo o Portofino, quelli che...Sì, insomma, avete capito, quelli dell'SB20 sono invece dei velisti italiani atipici: a loro piace l'essenza dell'agonismo in regata, senza troppo contorno e possibilmente senza troppi costi. Sono semplicemente questo quelli dell'SB20.

Però anche qui non sono tutte rose e fiori. La classe da almeno cinque anni sembra debba esplodere da un momento all'altro e invece...Quest'anno, senza la Volvo che ne curava la comunicazione, ha fatto un circuito nazionale dove l'impresa era raggiungere le due decine di partecipanti, anzi, molto spesso si regatava in poco più di dieci e il Campionato Italiano ha rispettato questo trend. Le solo undici barche, in prevalenza tarantine, sono state sufficienti ad assegnare il titolo, ma la quasi totale mancanza dei team del nord ha reso il Campionato proprio monco. Non è bastato l'entusiasmo e la calorosa e splendida accoglienza dei tarantini a far dimenticare l'assenza dei top team, non sono bastate nemmeno le ottime condizioni meteo che hanno permesso lo svolgimento di  nove ottime e divertenti regate in un campo di gara per nulla scontato. Sì, insomma un bel Campionato, ma se ci fossero stati tutti, sarebbe stato un sogno.

Le regate:

Nove le prove portate a termine in tre giorni con una prima giornata da incorniciare grazie ad un variabilissimo vento da Nord che ha regalato tanti colpi di scena. Poi, nelle altre due giornate, il termico da Sud ha permesso delle regate più regolari, anche se, la certezza del bordeggio non c'è mai stata. I favoriti di Capitano Mio Capitano, portata da Andrea Airò hanno subito mostrato le unghie dominando la prova di inizio, poi c'è stato equilibrio con diverse imbarcazioni che sembravano puntare alla vittoria finale. Alla fine la costanza di Numana Blu, l'imbarcazione su cui Vincenzo Graciotti ha imbarcato i sardi Antonello Ciabatti e Sandro Piredda, ha avuto la meglio. Ma se Airò era uno dei favoriti alla vigilia, la sorpresa arriva da Sberla,  di Franceso Belucco che, con un'ultima giornata da incorniciare, ha concluso il campionato al terzo posto a pari punti con CMC. Per il resto, rimane l'amaro in bocca per aver visto solo undici barche in mare

 

I primi classificati: Numana Blu

I secondi classificati: Capitano Mio Capitano

 
 
 
 
 
         

 

   
   

 
   

 

 

 

 

 

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