SAILINGSARDINIA

LA VELA DELLA SARDEGNA SUL WEB

 

 

 

 

 

                 

 

 

 

 

 

 

La querelle J24...

 

Assume i toni di una telenovela la vicenda iniziata con la squalifica di Vigne Surrau nell'ultima giornata del Circuito Zonale J24
 
RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI

E' inutile far finta di niente: la squalifica di Vigne Surrau nell'ultima tappa del Circuito Zonale J24 ha innescato una reazione a catena che sta attirando molto l'attenzione dei media. Unione Sarda e Nuova Sardegna stanno seguendo con attenzione gli sviluppi di questa vicenda che non sembra vedere la fine. Sì perchè, dopo l'autodenuncia di Libissonis (con relativa squalifica per "comportamento gravemente sconveniente contrario allo spirito sportivo") e quella di Alberto Gai (Kimbe), è arrivata anche quella di Pierluigi Pibi per Armadillo. Insomma, man mano che i primi vengono squalificati arrivano le "confessioni" degli altri concorrenti. Tutto questo ricorda una pubblicità di qualche anno fa...

 

 

 
Scherzi a parte, per par condicio, pubblichiamo la lettera inviataci da Piersesto Demuro, Presidente del Club Nautico Arzachena  che commenta tutta la querelle J24. Ma prima, per avere un quadro preciso, inseriamo la dichiarazione di Pierluigi Pibi fatta sul profilo facebook di Sailing Sardinia. Concludiamo questo post con la mail inviataci da Carlo Spanedda, sì, proprio il figlio di Tanni che ci racconta un episodio capitato diversi anni fa.

 

 

Anche il cambio di timoniere deve essere comunicato? Nel qual caso anch'io devo essere squalificato nell'ultima prova di domenica perché ha timonato Luca Montella al mio posto. 
Un Natale e un 2014 a gonfie vele in un mare di serenità a tutti
Fate i buoni.........

Pierluigi Pibi

 

 

Prof. Tanni Spanedda Giudice di Regata

e p. c. Sig. Presidente della III Zona FIV . Pietro Sanna

"  "   " Sig. Presidente  Capo sez. U d R    Sandro Ricetto

 

 

 

E' a tutti ormai noto come si è concluso il campionato invernale J24 2013, svoltosi nelle acque del golfo di Cagliari. Una conclusione amara per l'equipaggio Vigne Surrau del Club Nautico Arzachena, e non solo, ma anche per parte della stessa  flotta della classe, che ha visto ribaltare il risultato del 'campo', a scampanellii di richiami a regole e regolamenti, pur vero, sacri e santi, ma discutibilmente applicabili nel caso specifico.

Ma più che il ribaltone della classifica e la ' fiscalità del giudice di regata, mi ha profondamente colpito e in maniera positiva, l'onesta sportiva di Antonello Ciabatti, il quale, saputo del provvedimento della giuria, non ha perso un minuto per dichiararsi , lui e il suo equipaggio, il Libissonis, nelle stesse condizioni di quello squalificato. Altrettanto ha fatto l'amico Alberto Gai armatore del J 24 Sa Musciara   , denunciando la sua posizione fuori norma. All'elenco si aggiunge Pier Luigi Pibi armatore e timoniere dell' Armadillo di Oristano ....

Queste notizie sono tutte note, grazie all'attenta pubblicazione sulla Nuova del giornalista sportivo Sergio Casano, che da buon professionista, più che guardare fra le righe dei regolamenti, ha capito lo spirito di queste regate, e ha colto e scritto l'umore letto e subdorato della flotta del J 24.  Fatta di amici seri ed onesti, nel senso sportivo ed intellettuale, che hanno voluto restituire, moralmente, la palma al più bravo di quella regata.

Ciò che invece non è noto ai più, è la lettera che ha vergato Tanni Spanedda, il Presidente di giuria della regata oggetto della querelle, e la conversazione avvenuta telefonicamente con il sottoscritto, intervenuto in veste di Presidente del Club Nautico Arzachena, nonchè armatore dell'imbarcazione Vigne Surrau, limitandomi in modo amichevole a chiedere spiegazioni sulle motivazioni della squalifica del mio equipaggio.

Prima di parlare con Spanedda,  ho informato dell'accaduto Il presidente Fiv. P.Sanna e il presidente U d R S. Ricetto, i quali diligentemente hanno cercato di capire che cosa fosse successo...........

La lettera di Tanni Spanedda, pubblicata sul sito  Sailingsardinia.it, ovviamente rispecchia il carattere della persona, che parlando ex  cathedra, bacchetta a destra e a manca chiunque si è voluto mettere di traverso alle sue decisioni.....trattandolo da ignorante e da incompetente, oltre  che villano .

Per quanto mi riguarda, la conversazione fra me e Spanedda ha sempre mantenuto i decibel bassi e il contenuto civilissimo, nonostante  avessi l'impressione di avere oltre la  cornetta un muro di gomma...... non disposto a capire che chi si alza alle cinque del mattino  e deve percorrere 350 km di strada , nella fretta  può dimenticare qualche dettaglio. Questo tipo di regate non ha l'imprimatur di un campionato internazionale, europeo, nazionale, etc. ma semplicemente il confronto fra amanti della classe J24, che per confrontarsi - nello spirito più puro dell'arte marinaresca - fanno tanti, molti sacrifici.  Con questo non  nego che si debba regatare rispettando le norme e non  veleggiare nella giungla. Al contrario. Allora mi chiedo se le regole  bisogna rispettarle tutte e non solo quelle che possono servire alla bisogna!!!!

Mi spiego: Il sig. Spanedda ha sostenuto di aver 'pizzicato' l'equipaggio di Vigne Surrau non in regola, dopo aver consultato il documenti d'iscrizione, e di aver fatto la verifica su tutti i documenti  della flotta. Falso.  Dall'autodenuncia di Antonello Ciabatti, Alberto Gai e Pier Luigi Pibi, è risultato vero il contrario. Ovvero il giudice Spanedda si è limitato a squalificare Vigne Surrau, semplicemente perchè conosce bene Strazzera, in quella circostanza al timone dell'imbarcazione vincitrice. Mentre di ciò che hanno fatto gli altri equipaggi lo ha inconsapevolmente  ignorato, limitando la sua vigilanza alla semplice conoscenza delle persone. Bel modo di esercitare il controllo!!!!  A occhiometro.

Il compitino scritto dal giudice Spanedda, suona quasi come quella   la ramanzina fatta al malcapitato Renzo, da quel tale Azzeccagarbugli, di Manzoniana memoria, trascurando che esistono si regole, ma anche il buon senso.  E che non si deve giustificare un errore, commettendone altri, sanzionando e bollando una svista burocratica scambiandolo per  comportamento antisportivo( e quì più che il Palazzi servirebbe  saggezza). Così è stata definita la sanzione applicata  ad Antonello Ciabatti, sfregiandolo con l'anatema di DNE,  reo di aver dichiarato che 'il re era nudo'  !!!!!!!!!!!!!!!!

Caro Giudice Tanni Prof. Spanedda, scusa la lunga digressione, non per lamentarmi di una coppa non assegnata, ma per far capire lo spirito che anima il nostro voler fare sport, e tu me ne devi dare atto, se ogni tanto può venire la bocca amara per qualche incomprensione.

Ma il mestiere e l'età, aimè già abbastanza avanti, mi hanno insegnato che le norme e le sanzioni  li applicano i giudici, ma al malcapitato resta pur sempre il diritto della critica.  Se poi qualcuno si ostina a fare il don Chisciotte per passare alla storia, è bene ricordarsi che anche Sancio Pancha ha avuto l'  il suo attimo di celebrità: Ma da attendente di don Chisciotte.   

Pier Sesto Demuro Presidente delle rinomata ditta Club Nautico Arzachena.

 

 

 

… a proposito di regate e squalifiche

Alla fine degli anni ottanta mi trovavo a Carloforte per disputare una delle tante regate giovanili di allora.

A terra, dopo avere vinto in mare, venivo protestato dal comitato di regata per una infrazione al regolamento ( avevo, secondo loro, danneggiato un concorrente di Alghero senza prontamente ritirarmi). In udienza ho cercato di difendermi, in quanto durante la regata, si verificano situazioni irregolari che nessuno però denuncia protestando, perché, così facendo, ritiene di essere “sportivo”. E poi, lo fanno tutti.

Ancora oggi il ricordo di quella squalifica mi torna in mente ( oggi è possibile auto penalizzarsi); alcuni dubbi però restano. Le regole esistono davvero? Tutti sono tenuti ad osservarle? E allora perché non lo fanno?

Chi era il giudice? Tanni, mio padre, giustamente!

Carlo Spanedda

 
to be continued...
 
 
         

 

   
   

 
   

 

 

 

 

 

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